- Dopo aver visionato le immagini e le argomentazioni proposte sul sito www.esointelligenza.it ogni
persona può trarre le conclusioni più adeguate alle proprie aspettative.
L’autore ricorda che si tratta di una ricerca umanistica in cui si è cercato di rispondere alla domanda posta dal SETI
(Search for Extra-Terrestrial Intelligence) sull’intelligenza extraterrestre.
- Nel sito sono state mostrate le immagini presenti sulla superficie e sotto le acque del nostro pianeta e di altri corpi celesti:
in particolare della Luna, nostro satellite naturale, e del pianeta Marte.
Tuttavia negli archivi della ricerca ci sono anche gli altri pianeti del nostro Sistema Solare oltre a curiose anomalie.
- Le immagini pubblicate da fonti autorevoli dimostrano che molto tempo fa qualcuno ha realizzato
delle opere d’arte, osservabili dal cielo, diverse ma simili a quelle conosciute dall’arte rupestre.
Considerando le dimensioni dei reperti, l’umanità del terzo millennio finora non è stata in grado di produrre niente del genere.
- In particolare le rappresentazioni scoperte mostrano prevalentemente dei volti singoli o accoppiati e intersecati.
Una caratteristica frequente consiste nella rappresentazione di volti con il collo troncato
o di volti di fronte ai quali si trova spesso un apparente e inspiegabile oggetto.
- Le opinioni finora emerse sono di tipo negazionista (ossia si tratta di pareidolia, cioè di illusioni mentali)
o di tipo realista (qualcuno riesce a vedere le immagini e fotografarle o scansionarle con la tecnologia del telerilevamento satellitare).
- In questa società, dove le immagini spesso prevalgono sulle riflessioni, gli umani sono sottoposti a numerose e continue manipolazioni visive,
scordando che la natura ci ha dotato di un organo preziosissimo: il cervello.
Questo organo fondamentale del sistema nervoso centrale, protetto dalla scatola cranica, provvede a tenere sotto controllo tutte le funzioni del corpo umano.
Gli uomini adulti possiedono 86 miliardi di neuroni che operano nel loro cervello organizzandosi per rispondere alle esigenze ambientali.
Nella scatola cranica il lobo sinistro è preposto prevalentemente alle funzioni associate al linguaggio e alla riflessione. Il lobo destro interpreta prevalentemente le informazioni visive e musicali.
Recentemene alcuni neuroscienziati dell’Università di Trento hanno scoperto che il riconoscimento
dei volti da parte dei neonati della specie umana è innato.
- Le persone che hanno una prevalente formazione scientifica possono verificare la presenza delle
immagini proposte misurando e controllando le coordinate dei luoghi o le fonti, per non venir meno ad alcune
caratteristiche tipiche degli scienziati: l’osservazione metodica, la curiosità e la precisione nel raccogliere dati.
- Molti si chiedono come si potrebbero comportare i rappresentanti delle autorità religiose, scientifiche, militari e politiche di fronte alle nuove interpretazioni della realtà.
In questo caso l’autore suggerisce di visionare il film ispirato al pensiero di Karl Sagan: Contact con protagonista Jodie Foster.
Si potrebbe anche riflettere su come si comportarono i contemporanei di Giordano Bruno (lo ammazzarono), di Galileo Galilei (lo condannarono),
o i contemporanei accademici delle belle arti di Parigi (rifiutarono le esposizioni degli artisti innovatori del Salon des Refusés).
- Nello svolgimento di questa ricerca è probabile che siano stati commessi degli errori, perché “errare umanum est”. L’autore desidera assicurare che non sono errori volontari.
- Qualcuno potrebbe chiedersi “Ma chi potrebbero essere i personaggi di cui si vedono i volti rappresentati sulla superficie dei pianeti?”
La ricerca non aveva il compito di rispondere a questa lecita domanda.
Tuttavia si possono accennare delle ipotesi. Le più accreditate sono le seguenti:
Stephen Hawking, astrofisico, ha sostenuto che il giorno in cui scopriremo l’esistenza di extraterrestri sarà preferibile non contattarli,
perché avrebbero lo stesso interesse che noi abbiamo per i batteri. Oppure gli alieni si comporterebbero come gli europei si comportarono con i nativi americani, li sterminarono.
Questa opinione nasce dalla constatazione che gli umani si comportano così.
José Gabriel Funes, ex direttore della Specola Vaticana, ha sostenuto pubblicamente che eventuali
extraterrestri “sono nostri fratelli”. Una visione potenzialmente positiva e collaborativa.
La Genesi della Bibbia sostiene che Elohim (termine ebraico plurale per indicare il Creatore) creò l’uomo a “sua immagine e somiglianza: maschio e femmina li creò”.
In seguito a una trasgressione “scacciò l’uomo dal giardino dell’Eden da cui era stato tratto”.
Probabilmente gli umani sarebbero stati scacciati perché incapaci di rispettare le regole stabilite.
La vita umana sulla Terra avrebbe lo scopo di riconoscere gradualmente l’errore nel corso dei secoli per poter accedere nuovamente alla vita dell’Eden
La teoria degli Antichi Astronauti sostiene che nel lontano passato il nostro pianeta è stato visitato da una popolazione extraterrestre.
Alcuni tra questi teorici divulgatori ritengono che noi umani saremmo il prodotto della loro attività esplorativa.
Le diverse ramificazioni di questa teoria ritengono che ci sia stato un paleocontatto (divinità sumere della Mesopotamia come gli Anunnaki, gli Egizi, le civiltà Precolombiane che hanno realizzato piramidi e le piste di Nazca).
Gli Angeli Vigilanti, descritti nel testo apocrifo di origine giudaica di Enoch, in cui si narra la caduta degli angeli celesti che si ribellarono al Creatore e che accoppiandosi con le donne terrestri generarono la corruzione umana.
Queste ipotesi hanno un valore culturale ma non scientifico perché secondo gli scienziati non sono provate.
Bisogna anche ricordare che spesso gli scienziati arrivano dopo la fantascienza.
Basta ricordare lo scrittore francese Giulio Verne quando scrisse “Dalla Terra alla Luna” un romanzo pubblicato nel 1870 dove l’autore anticipa di 104 anni lo storico allunaggio realmente avvenuto con la missione spaziale Apollo 11 del 1969.
Uno stereotipo diffuso sostiene la differenza tra conoscenza scientifica e umanistica: una basata su fatti e sperimentazioni di carattere quantitativo, l’altra basata sull’analisi critica e l’interpretazione dei testi e dei valori qualitativi.
Recentemente questo stereotipo sembra superato da una integrazione dei due ambiti di ricerca.